Bufera di Pietro. Facciamo luce

Report. Il caos inizia con il servizio condotto dalla giornalista Sabrina Giannini “Gli insaziabili” di Report del 28 ottobre scorso. A finire nel mirino di Report è Antonio di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori. Il tema, manco a dirlo, è quello dei finanziamenti al partito. Ci si chiede quanti siano i soldi ricevuti dall’IDV in dieci anni d’attività, ma né di Pietro né Silvana Mura  – tesoriera dell’IDV – danno una risposta non avendo alla mano i bilanci. Intervengono a questo punto l’ex vicepresidente e cofondatore dell’IDV Elio Veltri e il socio dell’Associazione IDV Mario di Domenico. Veltri, che sulla gestione della cassa del partito ha già esposto due denunce, dichiara nell’intervista che il modo di gestire il finanziamento pubblico dell’IDV è stato studiato accuratamente creando un’associazione a tre senza che lui ne sapesse nulla (l’associazione cui fanno riferimento Veltri e di Domenico è l’associazione IDV creata da di Pietro, Mura e di Domenico nel 2000). Anche di Domenico muove la stessa accusa affermando che di Pietro ha fatto il gioco delle tre carte, chiamando il partito Italia dei Valori Lista di Pietro e l’associazione Italia dei Valori. A queste accuse di Pietro risponde spiegando che non esiste alcun dualismo e che questo è già stato certificato con due ordinanze e una sentenza. La giornalista critica inoltre il fatto che solo nel 2009, con un nuovo statuto, di Pietro abbia regolarizzato il tutto con un organo collegiale di 7 persone (l’Ufficio di Presidenza), che ha diritto, tra le altre cose, ad approvare il rendiconto economico finanziario e a nominare il tesoriere. A tal proposito di Pietro afferma che Felice Belisario (capogruppo al Senato IDV) e Massimo Donadi (capogruppo alla Camera dei Deputati IDV) hanno sempre visto come venivano spesi i soldi ed entravano nel merito delle spese anche prima del 2009. Un’altra accusa mossa a di Pietro è quella di aver accumulato un ingente patrimonio immobiliare finanziandolo perlopiù con denaro dalla dubbia provenienza. I terreni e gli immobili di di Pietro e dei suoi familiari, vengono così spulciati e catalogati da un consulente per conto di Veltri. Il consulente, il geometra Massimo d’Andrea, conta 52-54 immobili, di cui 9 della moglie e 2 del figlio maggiore Cristiano… pertanto le proprietà secondo Report sono 45 (curioso questo dato… matematicamente non torna!). Parte delle proprietà vengono attribuite ai figli Anna e Antonio. Il consulente stime il patrimonio immobiliare dell’onorevole in 5.210.000 € e sostiene che su questo capitale sono stati contratti mutui per 1.088.000 €. In realtà su questo argomento era già stata emessa una sentenza e il magistrato non ha trovato alcun collegamento tra la gestione dei soldi del partito e le proprietà acquistate da di Pietro dopo il suo ingresso in politica.

Da questo servizio in poi giornali e telegiornali si sono rimbalzati le notizie creando uno scandalo popolare.

Antonio di Pietro. Antonio di Pietro, dal canto suo, non si è affatto tirato indietro e ha affrontato queste accuse rispondendo a tutte le accuse sul suo blog personale www.antoniodipietro.it.

(Da notare che l’IDV è l’unico partito che abbia rinunciato a posti nel CdA Rai, nelle reti Rai e nei TG).

Di Pietro spiega come il partito riceva, come tutti i partiti, finanziamenti pubblici, introitati da IDV sui due conti della tesoreria e da questa utilizzati solo ed esclusivamente per esigenze del partito e della sua azione. Il partito riceve inoltre le quote di partecipazione dei suoi iscritti. In totale il partito ha incassato (dal giorno in cui sono presenti alle elezioni per la prima volta nel 2001 fino al 2007) contributi per 19.908.596 € più 761.909 € per contributi degli aderenti al partito. Le spese ammontano a 16.233.853 €. Il saldo, in attivo e corrispondente a 4.436.652 €, si trova depositato nei due conti precedentemente citati.

Sempre sul suo blog di Pietro ha pubblicato tutte le visure catastali degli immobili attribuiti ai figli. Sono stati infatti attribuiti 7 immobili ad Anna e 6 ad Antonio, più un ulteriore immobile a Bergamo. In realtà, di Pietro replica che Anna e Antonio sono proprietari di 2 appartamenti adiacenti con annesso unico garage siti in un condominio a Milano. Tutto ciò che compare nell’estratto catastale altro non sono che aree del condominio cedute al Comune di Milano per servizi pubblici (marciapiedi, parcheggi, svincoli e giardinetti al servizio di tutta la collettività). L’appartamento è stato acquistato da di Pietro con assegni e bonifici provenienti dai conti personali, così come accertato dalle autorità giudiziarie competenti. Quanto all’immobile di Bergamo, è un appartamento comprato dalla moglie (l’avvocato Susanna Mazzoleni) e cointestato ai figli Anna e Antonio.

Pubblica inoltre l’elenco delle sue proprietà, il loro valore di acquisto e la provenienza dei relativi fondi:

  • Montenero di Bisaccia. Azienda agricola ricevuta in eredità dai genitori con circa 15 ettari di terreno e casa colonica annessa.
  • Curno (BG). Villetta a schiera in via Lungobrembo 62 acquistata alla fine degli anni ’80 e quindi non con soldi del partito (che è stato fondato nel 2000 ed a cui i primi contributi sono cominciati ad affluire nell’autunno del 2001).
  • Curno (BG). Vecchia casa con giardino in via Lungobrembo 64 (contigua alla precedente), di proprietà della moglie che l’ha comprata nel 1985 per 38 milioni di vecchie lire e che è stata ristrutturata nel 1986 (e quindi in epoca anch’essa non sospetta). È il luogo dove i due sono andati a vivere dopo sposati.
  • Bruxelles. Piccolo appartamento in via Scarabee 3 acquistato nel 1999 per 204 milioni di vecchie lire quand’era parlamentare europeo (ed a tal fine). Anche questo immobile è stato acquistato in epoca precedente alla costituzione di IDV.
  • Bergamo. Appartamento in via Locateli acquistato a seguito di gara pubblica, ad un’asta indetta dalla Scip per conto dell’Inail in data 10 novembre 2004 (rogito 16.03.2006) per euro 261.661 oltre spese e tasse.

Ora mi chiedo curiosa, quanti di questi giornali e telegiornali saranno disposti a rettificare le notizie? Sebbene trovo importantissimo andare a scovare chi opera in modo sleale utilizzando i soldi dei cittadini, trovo assolutamente ingiusto danneggiare così la reputazione dell’onorevole soprattutto in vista della campagna elettorale. Prima di creare uno scandalo non sarebbe il caso di fare gli opportuni accertamenti?

Ed è così che l’uomo simbolo di mani pulite, l’onorevole tanto stimato indipendentemente dall’orientamento politico di appartenenza per la sua genuina schiettezza, diventa grazie alla disinformazione uno dei protagonisti del malcostume della politica italiana.

Benvenuti nel paese dei balocchi!

YB

One thought on “Bufera di Pietro. Facciamo luce

  1. Senza entrare nel merito politico.Mi pare ovvio che dietro a questa inchiesta ci siano forti interessi. Per altri casi di utilizzo distorto dei finanziamenti pubblici ai partiti c’è stato l’intervento della magistratura. Qui pare che la magistratura ha già deciso che è tutto a posto, a meno che nn escano nuovi elementi. Staremo a vedere.

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