Il mistero dei funerali cinesi in Italia

“Hai mai visto un funerale cinese in Italia?”. Per rispondere a questa domanda che sembra tormentare il popolo italiano tento di dare qualche delucidazione.

Leggende metropolitane. Alcuni, con molta fantasia, sostengono che i cinesi siano immortali. Ahimè, benché la medicina tradizionale cinese si sia dimostrata efficace nel curare moltissimi mali non esiste ancora un elisir di vita eterna, quindi scarterei sin da subito questa prima ipotesi. Ne esiste una seconda, forse ancor più fantasiosa, che vede i cinesi serviti come lauti pranzi o cene nei numerosi ristoranti presenti nel nostro paese. Altri, più realisticamente, affermano invece che quando un cinese muore il suo corpo venga nascosto e il suo nome venga preso da un altro cinese che arriverà nel nostro paese dalla Cina con la sua nuova identità. Tutto questo avverrebbe sfruttando l’omogeneità somatica e l’incomprensibilità della grafia cinese. Il rischio che queste truffe siano scoperte, come potete ben immaginare, è veramente molto contenuto. In ogni caso pare che i cinesi non temano il sistema giudiziario italiano, da loro denominato “testa di tigre, coda di serpente”, perché le punizioni non sono adeguate al reato commesso. Per alcuni mafiosi cinesi le nostre pene e le nostre carceri sono davvero una passeggiata!! Truffe di questo tipo sono già state scoperte in Italia, vedasi ad esempio il caso verificatosi a Pistoia nel 1993 dove le Forze dell’Ordine hanno sequestrato timbri ufficiali della Repubblica Popolare Cinese utilizzati per attestare l’autenticità di passaporti e di altri documenti di identificazione, un sigillo per la falsificazione di patenti cinesi, un macchinario per la stampa a caldo di patenti cinesi plastificate, ed una matrice per l’apposizione del timbro a secco ufficiale cinese.

Riti funebri cinesi in Cina (da www.onoranzafunebre.com/riti-funebri-cinesi.html). Essendo la Cina molto vasta, possiamo ritrovarvi un variegato quadro di riti funebri, alcuni legati al taoismo, altri al confucianesimo, al buddismo, al cristianesimo, ma permangono anche consuetudini derivanti dall’antica tradizione cinese e dalla superstizione, ancora rigorosamente seguite. In generale, la cultura cinese ritiene che lo spirito dei defunti continui la sua vita nell’aldilà, dunque il rito funebre è preso molto seriamente poiché un funerale male organizzato può portare sventura alla famiglia.

Nella cultura cinese, i riti funebri dipendono dall’età del defunto, dalla causa di morte, dalla posizione nella società, dallo stato civile. Dalla ricchezza della famiglia dipende quanto tempo il corpo rimane esposto al pubblico, quante persone verranno a piangere, la quantità di cibo sull’altare, l’importo delle offerte fatte alla famiglia. Tradizionalmente la cerimonia funebre cinese dura più di 49 giorni, ma sono i primi 7 ad essere più importanti. Oggi questo periodo dura molto meno, a seconda delle disponibilità finanziare della famiglia. Quando la morte è avvenuta, tutte le statue delle divinità che si trovano in casa, sono coperte con carta rossa per proteggerle dall’energia del morto, gli specchi sono rimossi poiché si crede che chi vede il riflesso della bara sarà colpito da repentina morte nella sua famiglia. Il corpo viene preparato con gran cura. Terminata la preparazione, il defunto viene posizionato su un tappetino, un panno di colore giallo copre il volto per proteggerlo, mentre uno di colore blu copre il corpo. Corone di fiori, regali e una foto del morto, sono collocati vicino alla sua testa. La bara rimane aperta per esporre al pubblico la salma, in fondo ad essa c’è un altare con sopra dell’incenso che brucia continuamente, delle candele accese e del cibo che sarà poi assorbito dall’anima. I membri della famiglia si radunano intorno alla bara in base alla loro posizione nella famiglia e indossano indumenti specifici a seconda che siano figli, nipoti o altro. I colori usati sono il nero, il marrone, il blu, il bianco. La famiglia non dovrebbe indossare gioielli né abbigliamento rosso durante la cerimonia funebre perché segni di felicità. Idoli di carta e soldi sono bruciati durante tutta la veglia come segno di buon auspicio per il viaggio nell’aldilà e per fornire una rendita sufficiente al defunto. Durante la veglia un gruppo di persone rimane fuori dalla casa a fare da guardia alla salma, è usanza fare giochi d’azzardo per rimanere svegli e ridurre il dolore per la scomparsa. Un monaco si occuperà per la notte di recitare versetti tratti dalle scritture buddiste o taoiste. Si crede che l’anima percorra un cammino molto difficile e penoso prima di arrivare nell’ultraterreno; preghiere, canti e rituali alleviano il passaggio del defunto in cielo. Quando i lamenti raggiungono un certo picco, si ritiene che l’anima abbia lasciato il corpo e la bara può essere chiusa, i presenti devono allontanarsi e non guardare perché porta sfortuna. Ci sono molto volontari disposti a portare la bara dal momento che su di loro ricadranno le benedizioni del defunto. Un foglio benedetto giallo e bianco è incollato sulla bara per tenere lontani gli spiriti maligni, in altre zone della Cina si usa far esplodere fuochi d’artificio o lanciare aquiloni. La bara viene collocata su un carro funebre e ritagli di carta di automobili, statue, navi, vengono trasportati  per tutta la processione a simboleggiare la ricchezza della famiglia del defunto. Nella cultura cinese è presente la disciplina del Fengshui che stabilisce quali sono le posizioni più propizie per i defunti, chi può permetterselo chiede consiglio. Anche quando il feretro è deposto nella terra, tutti i presenti devono allontanarsi e voltarsi perché guardare porterebbe sventura. Successivamente i familiari gettano una manciata di terra nella tomba prima che venga coperta. Il figlio maggiore raccoglie un po’ di terra e la pone in un contenitore di incenso che sarà conservato e adorato nella sua casa. Il nome del defunto sarà aggiunto nelle tavolette degli antenati, tenute in grande venerazione nelle case dei familiari.

Dopo i funerali, tutti i vestiti indossati dai partecipanti sono bruciati per evitare la sfortuna associata alla morte. Il periodo di lutto della famiglia può continuare per altri 100 giorni. Sette giorni dopo, l’anima del defunto ritornerà alla sua casa, fuori viene posta una lapide rossa con un’iscrizione per non farla perdere. In tale giorno, i membri della famiglia sono tenuti a rimanere nelle loro camere. Sul pavimento della sala d’ingresso viene sparsa della farina o del talco per rilevare la visita. Dopo circa sette anni dalla sepoltura, i corpi possono essere riesumati, le ossa sono ripulite e poste in urne che saranno nuovamente seppellite. Non sempre però è possibile la seconda sepoltura, a volte avviene anche molti anni dopo, a seconda delle risorse finanziarie della famiglie. Inoltre, dal 1956 in Cina è stata inoltre introdotta e diffusa la cremazione, poiché con la sepoltura andavano perse grandi quantità di terreno coltivabile.

Riti funebri in Italia (da www.associna.com). I motivi per cui una cerimonia simile non viene praticata in Italia sono diversi. Uno di questi è rappresentato dalla difficoltà nell’organizzare un momento del genere in terra straniera affrontando, nel dolore, inevitabili problemi di carattere linguistico e burocratico. Un altro motivo che spinge i cinesi a contenersi è il timore di un possibile scontro con la comunità ospitante, di fronte a un rituale così invasivo, fatto di lunghe preghiere, marce su strada accompagnate da bande musicali, frastuono di petardi ecc. Il fatto che vi sia un esiguo numero di decessi di cittadini cinesi trova spiegazione nell’abitudine diffusa tra gli immigrati di prima generazione di tornare nella propria terra d’origine per trascorrere gli ultimi anni della propria esistenza. Ciò è umanamente comprensibile. Quelli che invece muoiono per incidenti o malattie prendono dimora nei cimiteri italiani. Può comunque capitare che i defunti vengano rimpatriati, alla pari di quanto può succedere ad un qualsiasi italiano morto in terra straniera. Infatti, non è raro che le associazioni cinesi, tramite l’aiuto dei propri compaesani, si attivino nella raccolta di denaro per trasferire un defunto senza parenti in Italia, verso la terra d’origine. Qui familiari ed amici possono confortare il proprio dolore con la preghiera.

YB

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