Ecco cosa paghiamo quando facciamo il pieno!

Perché la benzina costa così cara? Ecco una breve spiegazione su cosa compone il prezzo finale della benzina.

Il prezzo finale pagato ai distributori può essere scomposto in tre principali componenti:

  1. Il Platts. Esso rappresenta il prezzo della materia prima ed è costituito da una serie di voci: costo di estrazione, costo per il trasporto, realizzazione dei derivati del barile, rendita pagata ai paesi produttori e remunerazione dell’attività mineraria delle compagnie petrolifere. Esso costituisce il 35% del prezzo finale.
  2. Il margine lordo dell’industria petrolifera. Esso rappresenta la remunerazione di tutti i passaggi che si piazzano tra la raffineria ed il nostro serbatoio  – è dunque compreso anche il guadagno dei singoli distributori -. Esso costituisce il 7% circa del prezzo finale.
  3. La tassazione (ovvero le accise). L’accisa e l’IVA costituiscono pertanto il 60% circa del prezzo finale della benzina. E’ da notare inoltre come l’IVA si applichi sull’accisa stessa, creando il fenomeno di una doppia tassazione. Il primo a creare un’imposta sui carburanti fu nel 1935 Benito Mussolini che, ben intuendo il potenziale di una tale imposta. Era allora in corso la guerra di Abissinia. Da allora le accise sono diventate una consuetudine cui spesso lo Stato ricorre per procurarsi delle entrate. Vediamo, in definitiva, quali sono le accise che, da allora, si sono sommate di volta in volta costituendo l’accisa attuale:
  • 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Abissinia del 1935.
  • 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956.
  • 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963.
  • 10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966.
  • 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968.
  • 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976.
  • 75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980.
  • 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983.
  • 22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996.
  • 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
  • 0,0089 per far fronte all’alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011.
  • 0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.

A questo mi chiedo due cose. E’ giusto, a seguito di situazioni di emergenza, inserire tasse che non verranno mai più ritirate? E’ corretta l’applicazione dell’IVA sul prezzo già comprensivo di accisa?

YB

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...