Save the Children – Il paradosso della scarsità nell’abbondanza

A tre anni dalla deadline fissata per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio delle Nazioni Unite la sopravvivenza dei bambini in alcuni paesi del mondo è ancora appesa a un filo, condizionata dall’accesso e disponibilità di cibo.

Il cambiamento climatico, la volatilità dei prezzi alimentari, l’incertezza economica e l’incremento demografico stanno esponendo una quota crescente di popolazione all’insicurezza alimentare. I bambini sotto i 5 anni che non hanno le risorse per affrontare l’insicurezza alimentare si trovano perlopiù nel continente africano, ma non sono da dimenticare alcuni paesi asiatici (Iraq, Corea del Nord, Yemen, Afghanistan, Kyrgyzstan, Siria) nonché Haiti. La popolazione mondiale ha raggiunto i 6,9 miliardi di persone e la più recente stima della quota di popolazione sottonutrita è del 13%.

Alle difficoltà di accesso al cibo che si riscontrano nelle regioni del mondo più povere si contrappongono inoltre gli sprechi alimentari nelle aree geografiche più ricche del pianeta. Gli analisti hanno dimostrato che perdite e sprechi si generano a vari livelli della catena alimentare per motivi diversi: nella fase di produzione e raccolto (a causa dei limiti delle tecniche agricole, per esempio, ma anche per motivi climatici e ambientali), nella fase di prima trasformazione e conservazione, nella fase di trasformazione industriale, nella fase di distribuzione e in quella di consumo.

Si definisce “paradosso della scarsità nell’abbondanza” il profondo disequilibrio esistente tra le economie del mondo e l’accesso alle risorse. Nel mondo infatti c’è una grande disponibilità di cibo e, negli ultimi cinquant’anni, la produzione agricola nel mondo è persino raddoppiata; nonostante ciò la fame permane al primo posto nella lista dei rischi mondiali per la salute e tra le più importanti cause di mortalità infantile.

Save the Children, nella propria battaglia contro la mortalità infantile, da anni conduce
progetti volti a promuovere l’autonomia produttiva delle comunità autoctone, le coltivazioni e l’allevamento locale, la sicurezza alimentare. Nei paesi industrializzati promuove invece interventi di sensibilizzazione ed educazione a corrette abitudini alimentari, volti ad evitare gli sprechi e favorire una corretta alimentazione.

Gavin Wall, direttore della Divisione Infrastrutture Rurali e Industrie Agricole della FAO ha dichiarato: “Con oltre 900 milioni di persone che, nel mondo, soffrono la fame e mille miliardi di dollari in gioco, un’azione coordinata per ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo può contribuire a migliorare la sicurezza alimentare e i mezzi di sostentamento, minimizzando allo stesso tempo l’impatto ambientale”

Fonte: Save the Children

YB

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...