Pedopornografia: scoperto il più grande archivio nel deep-web

A seguito di una retata nel deep-web gli investigatori della Polizia Postale della Campania hanno scoperto un’organizzazione radicata su Internet, formata da un gruppo di persone insospettabili, che aveva addirittura a disposizione un server nel quale erano state immagazzinate 5 milioni di foto e video.

Il deep-web o Web invisibile è quella parte del World Wide Web che, per le sue caratteristiche, garantisce l’anonimato perché non indicizzata dai motori di ricerca, rendendo così difficilmente rintracciabili sia i contenuti che i navigatori. Si pensi che il Web è costituito da oltre 550 miliardi di documenti ma Google ne indicizza solo 2 miliardi, ossia meno dell’1%.

L’inchiesta della polizia postale è scattata sulla base della segnalazione di un utente privato che ha informato gli investigatori dell’esistenza del fenomeno. Era lo scorso febbraio quando una ragazza di Salerno, convinta di aver scaricato dalla rete dei file musicali, si è trovata invece materiale pedopornografico. Alla sua denuncia sono seguiti mesi di indagini.

E’ stata quindi scoperta l’esistenza del più grande archivio mai scoperto nel nostro Paese: oltre 5 milioni di file di immagini e video pedopornografici. Le immagini e i video pedopornografici del database erano suddivisi per categorie: “soft” con foto di bambini nudi, “hard” con bambini violentati, “hurt” con violenze sessuali e torture, “death” con le apparenti uccisioni dei bambini violentati. Erano anche presenti filmati e foto di neonati sottoposti a violenze sessuali e torture. Questo deep-web era una sorta di comunità virtuale di pedofili: gli utenti, oltre a scambiarsi foto e video di bambini, esaltavano l’amore pedofilo, si raccontavano le loro esperienze, si davano consigli sulle tecniche per adescare i minori e le sostanze stupefacenti da utilizzare per evitare che si ribellassero o ricordassero le violenze subite.

Al termine dell’operazione “Nessun Dorma” gli agenti della polizia postale di Salerno hanno individuato e arrestato dieci persone. Un ternano 50enne e un lombardo sono gli unici finiti in carcere, mentre gli altri sono ai domiciliari o con obbligo di dimora. Perquisizioni sono inoltre in corso in Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Umbria e Veneto. Le ordinanze sono state emesse dal Gip di Salerno Renata Sessa, su richiesta del Pm della procura distrettuale della città campana Francesca Fittipaldi, per le ipotesi di reato di associazione per delinquere e divulgazione di materiale pedopornografico. Tra gli indagati anche una donna siciliana che ha realizzato e pubblicato fotografie che la ritraggono mentre, vestita da suora, compie atti sessuali con il proprio figlio di 8 anni.

YB

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