Berlusconi: un anno dopo (ARG)

Girando sul web mi sono imbattuta in un sito Argentino, www.clarin.com, e ho letto un articolo che mi ha colpito per la sua pungente ironia. Vi riporto la traduzione e il link per l’articolo in originale.

Un anno senza Berlusconi

Dodici mesi dopo la sua caduta, il Cavaliere sta disperatamente cercando di recuperare almeno una parte del potere, ma la sua immagine è completamente deteriorata. E’ il premier Mario Monti a prendere il centro della scena.

Un anno fa, Silvio Berlusconi è stato costretto a rassegnare le sue dimissioni al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uno degli artefici principali del semi-golpe che costrinse Berlusconi a dimettersi dalla carica che aveva ottenuto nel 2008 con larga maggioranza. Lo spettro della crisi mondiale ha invaso l’Italia, minacciando di farla precipitare nel baratro finanziario. I poteri forti internazionali, i governi e il grande capitalismo dissero basta e Berlusconi si rese conto che non aveva via d’uscita.

Nell’era di Berlusconi, iniziata nel 1994, si è passati così bruscamente al Montismo, incarnato dal nuovo primo ministro Mario Monti, professore, tecnico e senatore che ha il pieno appoggio dei poteri forti ed il sostegno parlamentare dei principali partiti politici italiani, fortemente screditati, compreso il PdL di Berlusconi.

Nel mese di aprile ci saranno le elezioni generali delle Camere, poiché in Italia i cittadini non eleggono presidenti o governi, ma deputati e senatori in un sistema pieno di anomalie. La prima è che l’attuale esecutivo non è stato nominato dagli elettori e la seconda è che la storia minaccia di ripetersi perché Monti si sta procacciando una strana rielezione basata sul fatto che nessun partito o coalizione in grado di governare.

Le persone ballavano e cantavano per le strade la notte di novembre in cui Berlusconi si dimise. Un coro con orchestra cantava “Alleluia” di Handel, e “Va Pensiero” di Verdi davanti al Palazzo del Quirinale, mentre il Cavaliere accettava la sua sconfitta finale davanti al Presidente Napolitano.

Come stanno le cose ora, un anno dopo? Berlusconi ha 76 anni e un volto mascherato dal trucco che gli applicano per cercare di ringiovanirlo, con i capelli tinti e l’anima disperata. I sondaggi mostrano che la sua popolarità è crollata. Lo scorso mese è stato condannato a più di quattro anni di carcere per corruzione ma, sebbene non li sconterà, sono stati un duro colpo alla sua già screditata immagine. Deve rispondere in tribunale per il processo di istigazione alla prostituzione della giovane marocchina di Ruby Rubacuori, che era ancora minorenne quando gli faceva visita nella sua casa di Arcore. C’è una sfilata di ragazze nell’aula di giustizia di Milano, che raccontano come “papi” continua a pagare loro uno stipendio mensile di 2.500 euro ciascuna “per aiutarci”. In realtà perché tengano la bocca chiusa.

Anche le società del suo impero televisivo privato, la casa editrice Mondadori e molte altre aziende sono in declino. La capogruppo Mediaset è sul punto di entrare in perdita franca. Il club di calcio del Milan, che possiede, va peggio che mai.

Berlusconi sta inoltre affrontando una ribellione dei suoi uomini e non sa come domarla. Sono due mesi che ha annunciato il suo ritiro e poco dopo il ritorno. Dà la fiducia al premier Mario Monti per criticare subito dopo la sua politica di rigore senza anestesia volta a riequilibrare i conti pubblici. Accusa la Germania di tormentare egoisticamente i paesi dell’euro e critica la moneta unica e l’Unione europea. Sa che questi sono argomenti demagogici, come attaccare Monti e il suo governo per la crescita travolgente delle imposte, salvo poi dargli il voto di fiducia in Parlamento.

Il delfino Angelino Alfano vuole fare primarie dicembre per scegliere il successore di Berlusconi come candidato premier della destra. Alfano è il favorito e Berlusconi lo abbraccia e lo sabota. Promette che lo sosterrà e il giorno dopo promette che tirerà fuori “un dinosauro” dal cilindro per dare una svolta a questa situazione disastrosa con un candidato vincente.

Il dinosauro è lui. Berlusconi non vuole le primarie. Vuole tornare, parlare, recuperare il suo potere carismatico. Ma ha perso lucidità e spazio di manovra. Il centro-destra sa che non c’è altro leader per loro da confrontare con Mario Monti in un paese che sta vivendo un profondo declino, con un calo dell’attività economica di oltre il 3%, con un aumento della disoccupazione che durerà almeno altri due anni e una crisi che si estenderà per tutto il decennio. Al di là di questo, ci sono previsioni di una crescita stentata dell’1,41% medio per diversi anni.

Monti ha perso consenso ma è ancora a capo del governo e il centro-sinistra, che vuole governare ed è favorito nei sondaggi, accetta di trasformarlo nel garante della ripresa economica votandolo a maggio in Parlamento come Presidente della Repubblica per un periodo di sette anni. Berlusconi è politicamente un morto che cammina.

Articolo originaleUn año sin Berlusconi di Por Julio Algañaraz

YB

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