Berlusconi, four more years (UK)

Altri quattro anni (articolo apparso su www.economist.com)

BerlusconiIl 26 ottobre l’ex primo ministro italiano è stato condannato per frode fiscale. Non c’è nulla di nuovo in questo. Era già stato condannato altre tre volte. Ma il sistema giudiziario italiano è clemente (ed è stato reso ancora più clemente durante il governo Berlusconi). Ogni volta le sentenze  – se non capovolte in appello –  finiscono per “scadere”.

In questa occasione, a Berlusconi sono stati dati 4 anni di carcere. Ma (parlando di clemenza) 3 sono stati immediatamente condonati grazie all’indulto del 2006. E c’è una scarsa probabilità che il politico miliardario 76enne sconterà ciò che rimane della condanna.

Per la legge italiana, ha il diritto ad altri due appelli prima che la sua sentenza  diventi esecutiva. Ci potrebbero voler anni per questi appelli ed è certo che prima che vengano portati a termine, probabilmente alla fine del 2013 o agli inizi del 2014, l’intero processo sarà reso inutile per dei limiti temporali.

Nonostante questo e nonostante Berlusconi abbia confermato solo due giorni dopo che non intendeva candidarsi come primo ministro nelle prossime elezioni, la sentenza è finita su tutte le prime pagine dei siti web di notizie  – persino a Buenos Aires -. Malgrado la terribile violenza in Afghanistan e Siria di venerdì, sia la BBC che Die Welt hanno deciso di dare la precedenza alla sconfitta legale di Berlusconi.

In questo c’è più di una nostalgia giornalistica per un leader che non era nulla se non faceva notizia. Essa riflette una differenza sempre più marcata tra la percezione interna ed esterna di quello che sta succedendo in Italia.

Da mesi gli italiani hanno relegato Berlusconi e il suo lavoro se non alla storia quanto meno all’irrilevanza. All’inizio, non sembrava realizzare quanto stava succedendo. In giugno, spaventato dal declino nei supporto al suo partito, il Popolo delle Libertà (PdL), tirò la conclusione che era perché esso non poteva più beneficiare del suo indiscutibile carisma (negli ultimi anni, dopo aver perso la maggioranza in Parlamento e dopo essersi dimesso come primo ministro, Berlusconi ha ceduto la leadership del PdL). Ha lasciato intendere  -prima, ma poi ha dichiarato –  che era tornato per prendere le redini.

Ma il sostegno al suo partito nei sondaggi d’opinione continua ostinatamente a cadere. E nelle ultime settimane è sembrato che questo declino potesse trasformarsi in un crollo: in molti recenti sondaggi il PdL ha raccolto meno consensi del Movimento a 5 Stelle del comico e blogger Beppe Grillo.

La magia del vecchio Berlusconi non sta funzionando. E il suo annuncio del 24 ottobre in cui affermava di farsi da parte ha segnato una riluttante accettazione di qualcosa che era da tempo chiaro alla maggior parte degli italiani: che la sua influenza  sulla vita pubblica del paese era ormai giunta al termine.

Non significa, tuttavia, che anche i suoi guai nelle aule di giustizia sono terminati. O che essi non riescono ad aumentare i problemi nel PdL. Berlusconi è imputato in altri tre processi. Il più sconfortante è quello di Milano in cui è accusato di pagare per fare sesso con una minorenne e poi coprire il presunto reato approfittando della sua posizione di primo ministro. Per il magnate sempre-sorridente, come per il suo partito, il peggio probabilmente deve ancora venire.

Articolo originale: Four more years di J. H. 

YB

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