22 dicembre 1997: Gli ultimi Maya – Per non dimenticare

Quando ci sveglieremo il 22 dicembre, consapevoli che il mondo non è finito, ricordiamoci invece degli ultimi Maya, ovvero coloro che la fine del mondo l’hanno vissuta veramente: era il 22 dicembre 1997.

acteal

Il 22 dicembre 1997 si compiva uno dei più orrendi massacri della storia interna messicana. Era in corso una piccola guerra: da una parte l’esercito messicano e i gruppi paramilitari, dall’altro l’Ezln (l’esercito zapatista di liberazione nazionale), ovvero quell’esercito indigeno che si era sollevato per chiedere dignidad, justicia y libertad per le comunità indigene del Chiapas. Quel giorno la furia dei gruppi paramilitari si scagliò con inaudita spietatezza sulla piccola comunità di Acteal. Il massacro contò 45 vittime, compresi i bambini (il più piccolo aveva solo 8 mesi) e le donne (quelle incinta venivano sventrate e i feti asportati).

Massacro di actealIl massacro è da inserire in un contesto difficile. Il Chiapas è infatta una delle regioni più povere e martoriate del mondo, caratterizzata da una forte contrapposizione tra due mondi completamente diversi: i nativi da un lato e i vecchi e nuovi imperialisti dall’altro. I nativi sono vessati da secoli dalle imposizioni coloniali e neocoloniali e i loro diritti sono calpestati dagli imperialisti mossi da forti interessi strategici, militari ed economici.

Le conseguenze giudiziarie della strage hanno avuto  – e continuano ad avere – drammatici strascichi, dovuti principalmente al discutibile operato della giustizia messicana. Essa ha colpito infatti esclusivamente gli autori materiali del massacro, incarcerando 57 miliziani, 22 dei quali liberati subito per insufficienza di prove. L’aspetto più grave è però l’impunità di cui hanno goduto coloro che hanno architettato l’operazione e i rappresentanti del Governo in esso coinvolti.

Nel febbraio 2012 la Suprema Corte di Giustizia ha ordinato un’ulteriore scarcerazione di sei persone riconosciute come autori materiali del Massacro di Acteal. Le vittime e i sopravvissuti del Massacro di Acteal hanno ripetutamente denunciato che queste persone sono tornate gradualmente nei loro luoghi d’origine, causando tensione, insicurezza nella comunità e re-vittimizzazione delle persone colpite.

In questi anni, le persone sopravvissute al massacro, l’Organizzazione Società Civile Las Abejas di Acteal e il Centro dei Diritti Umani hanno chiesto ulteriori indagini e la punizione degli autori materiali ed intellettuali. Tuttavia, a 15 anni da questo crimine è evidente l’insabbiamento da parte dei diversi poteri dello stato messicano, che tergiversano e impediscono di far luce sui fatti affinché si conosca la verità e siano applicati i principi etici di giustizia.

YB

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