Benigni racconta la Costituzione Italiana

Il premio Oscar Roberto Benigni racconta la Costituzione Italiana in “La più bella del mondo” in diretta su Rai 1 il 17 dicembre dallo storico Teatro 5 di Cinecittà in Roma.

Caso Benigni

Una grande serata tra satira politica e lettura dei principi fondamentali della Costituzione. Roberto Benigni ha affrontato 2 ore e mezza di monologo senza interruzioni pubblicitarie.

Inizialmente Roberto Benigni ripercorre la storia della politica partendo da un’antica legge del Medioevo, il Porcellum, e narrando le storie di alcuni improbabili personaggi del tempo.

Ovviamente non poteva non approfittare del grande ritorno di Berlusconi, prendendolo così inevitabilmente di mira.

“Ci sono anche state due brutte notizie a dicembre; bruttissime, catastrofiche, tragiche. Una è che tra 4 giorni, il 21 di dicembre, è prevista la fine del mondo. Ma questa non è la più brutta. C’è stata un’altra notizia a dicembre, terrificante. Alla fine del mondo uno ci passa sopra ma l’altra notizia ci ha veramente spappolati tutti.  Tra l’altro con questa crisi ci sono tanti italiani che desiderano ardentemente andare in pensione molto avanti con l’età e non ci possono andare. Ce n’è uno che ci potrebbe andare quando vuole e non c’è verso di mandarcelo. S’è ripresentato! Signore pietà! La sesta volta! Ha detto che la settima volta si riposa, anche lui!

Sembra quei sequel dei film dell’orrore: ‘Quando tutto sembrava tranquillo.. lo squalo 6’, ‘La mummia Gozzilla contro Bersani’… Poi uno dice: ‘Siete fissati, ce l’avete con lui!’. A questo punto è chiaro che è lui che ce l’ha con noi! Ha diviso l’Italia in due: metà sono contrari, metà sono disperati. Stamattina è uscito da Palazzo Grazioli: metà fischiavano e metà applaudivano quelli che fischiavano. Lui che guarda anche i sondaggi… Ma come gli è venuto in mente? Silvio, è per il tuo bene! Quello che ha scritto la stampa estera poi: ‘Tragedia! Berlusconi si ripresenta! La rovina dell’Italia! La catastrofe!’. E’ vero però poi che le cose viste da fuori le cose sembrano sempre un po’ meno peggio. Sapeste noi come siamo messi! Non si sa cosa abbia nella testa (a parte quella cosa là!). Quel povero Alfano l’ha mandato al manicomio! E’ passato dalle primarie al primario! Adesso vuole fare l’alleanza con Maroni. Maroni dopo aver parlato con Berlusconi ha detto ‘Sono disorientato’. E per disorientare Maroni che è abituato a parlare con Bossi ce ne vuole!”

Dopo la satira su Berlusconi si è concentrato sulla Costituzione, citando alcuni dei nomi che hanno maggiormente contribuito alla stesura della stessa e alla storia del nostro paese, per poi leggere l’articolo 1.

Benigni legge anche l’articolo 4 della Costituzione, sottolineando l’importanza morale che il lavoro ha per il singolo e per il paese intero.

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ci stanno dicendo che qualsiasi governo deve lavorare per promuovere il lavoro, perché il lavoro è sacro, e ogni legge che va contro il lavoro è un sacrilegio”

“Il lavoro è il primo principio. E’ inutile che mi dai tutti i diritti, se non ho il lavoro non sono niente perché sono morto fisicamente e socialmente. Non sono nessuno!”

Si passa poi all’articolo 5 della Costituzione dedicato all’unità nazionale e alla tutela delle autonomie locali.

“Il decentramento del potere è rivoluzionario! E’ un’idea coraggiosissima! Chi ha il potere normalmente non lo condivide con nessuno. Loro l’hanno diviso! Si sono formati una forma di stato che non c’era: lo stato regionale. Un federalismo meraviglioso, magari venisse attuato!”

Lo show si conclude con un invito, rivolto a tutti gli italiani, a riflettere sulla bellezza dei principi della Costituzione e all’orgoglio che essi devono dare all’intera nazione anche in questo momenti di crisi politica e sociale.

Ancora una volta Benigni ha fatto centro, stracciando la concorrenza Mediaset. La performance di Benigni ha ottenuto infatti il 43,93% di share, pari a 12,6 milioni di spettatori.

YB

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