8 per mille: possiamo davvero decidere a chi devolverlo?!

Ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, il contribuente può effettuare una scelta in merito alla destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF.

Siete davvero sicuri di sapere quale sia il significato della vostra scelta?!

occhio per mille otto per mille

Con la revisione del concordato firmato da Craxi nel 1984 venne introdotto l’8 per mille a favore della Chiesa cattolica, concesso in seguito anche ad altre confessioni religiose.

L’8 per mille è normato dalla Legge 222/85 e nel periodo compreso tra il 1990 e il 2008 è cresciuto da 398 milioni a 1 miliardo di euro.

Secondo i dati più aggiornati, all’atto della dichiarazione annuale dei redditi il 34,5% degli italiani sceglie di destinare l’8 per mille alla Chiesa cattolica, il 4% allo Stato, l’1% agli altri possibili beneficiari. Il 60,5% degli italiani sceglie di non scegliere. Questi soldi vengono però ripartiti secondo le percentuali delle scelte espresse cosicché l’88% dei fondi viene attribuito alla Chiesa cattolica anche se solo una minoranza dei contribuenti ha espresso la propria volontà in merito. Stiamo parlando di 900 milioni di euro.

Per quanto riguarda lo Stato, dovrebbe destinare la propria quota ad interventi di utilità sociale e culturale (calamità naturali, assistenza ai rifugiati, cooperazioni internazionali, lotta all’AIDS e alla fame nel mondo ecc). Dal 2007 però una buona fetta dei fondi viene utilizzata come supporto al bilancio generale della nazione e di quello che rimane quasi il 50% viene utilizzato per il restauro di beni culturali di esclusiva proprietà cattolica.

E la Chiesa? Che fine fa l’8 per mille?

 

Dalle campagne pubblicitarie sembra che la fetta più grossa dell’8 per mille venga spesa dal mondo cattolico per l’aiuto ai poveri. La realtà è diversa. Il 43,7% viene devoluto per le cosiddette “esigenze di culto” (nuove Chiese, catechesi, tribunali ecclesiastici), il 35,7% è utilizzato per pagare gli stipendi dei sacerdoti e solo il 20,7% dei fondi ricevuti viene utilizzato per opere caritative (di cui poco più dell’8% per gli aiuti nei paesi più bisognosi).

Nell’aprile del 2007 l’UAAR, prendendo atto della diffusa mancanza di conoscenza da parte delle popolazione e del completo disinteresse da parte delle istituzioni a porvi rimedio, in veste di associazione impegnata nella difesa della laicità delle istituzioni ha creato una campagna d’informazione: “Occhiopermille“.

Vi lascio con un’ultimo video:

 

YB

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