L’autoprocreazione potrebbe non essere solo fantascienza… In futuro l’uomo sarà superfluo?!

Dopo la clonazione, arriva un’altro passo in avanti da parte della scienza. Scienziati inglesi dell’Università di Newcastle Upon Tyne avrebbero infatti trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi, tagliando fuori i maschi dal processo di creazione della vita umana.

Karim Nayernia Prof

La scoperta è stata pubblicata sul settimanale britannico New Scientist. Nella rivista Reproduction il professore Karim Nayernia e la sua équipe hanno annunciato di aver creato i progenitori degli spermatozoi a partire da cellule staminali prelevate dal midollo osseo di quattro volontari e fatte crescere in tessuti muscolari.

C’è solo un piccolo particolare che va tenuto presente: i bambini nati in questo modo potrebbero essere esclusivamente di sesso femminile perché nella riproduzione non entrerebbe in gioco il cromosoma Y, che è patrimonio esclusivo dei maschi.

feto

Il professor Karim Nayernia ha spiegato:

“E’ un’importante scoperta che permetterà ai ricercatori di studiare con attenzione lo sperma e capire le cause dell’infertilità maschile. Consentirà inoltre ai ricercatori di studiare in che modo le tossine colpiscono le cellule coinvolte nella riproduzione, ad esempio perché i giovani affetti da leucemia e sottoposti a chemioterapia diventano sterili, e magari di trovare una soluzione”

Lo scopo originario della ricerca era proprio quello di restituire la fertilità a uomini che l’avessero persa a causa di trattamenti terapeutici contro il cancro. L’orizzonte si è poi vertiginosamente ampliato e quasi ribaltato: l’ipotesi della creazione di un embrione a partire da materiale genetico appartenente a due donne si fa a questo punto molto più vicina.

Queste implicazioni preoccupano lo scienziato autore della ricerca. Questi studi infatti sollevano questioni importanti circa l’etica e questo potrebbe indurre il governo britannico a bloccare la sua ricerca.

Altri studiosi permangono comunque scettici sugli esiti finali di questa ricerca. Il professore Harry Moore dell’Università di Sheffield invita alla prudenza, preoccupato dalle mutazioni genetiche permanenti che queste manipolazioni di cellule staminali potrebbero innescare. Robin Lovell Badge del National Institute of Medical Research di Londra si oppone vivamente e fa notare come per la formazione dello sperma sia indispensabile il cromosoma Y, di cui è dotato esclusivamente il patrimonio genetico dell’uomo.

YB

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