Russia: legge shock anti-gay

Mentre gli Stati Uniti di Barack Obama avanzano nella lotta per i diritti civili degli omosessuali, i loro eterni rivali russi guidati da Putin retrocedono vergognosamente.

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La Duma ha infatti approvato in prima lettura un testo di legge anti-gay. Il nuovo ddl vieta in teoria “la propaganda dell’omosessualità davanti a minori”, ma di fatto prevede sanzioni per qualsiasi azione pubblica in difesa dei diritti degli omosessuali. Il 25 gennaio 2013 si sono pronunciati a favore della legge 388 parlamentari, uno contro e un altro si è astenuto. Pertanto, sebbene servano altre due letture alla camera bassa per l’approvazione definitiva della legge, il cammino sembra già segnato. 

La proposta era arrivata dalla regione di Novosibirsk in Siberia, che aveva già approvato a livello locale una legge analoga. Anche San Pietroburgo si era distinta per la lotta contro i gay, ad esempio con la famosa denuncia nei confronti della popstar Madonna quando, in un concerto, si era pronunciata a favore degli omosessuali.

Le sanzioni per chi partecipa a manifestazioni in favore della comunità Lgbt sono salatissime: dai 4.000 rubli (circa 100 euro) per i semplici cittadini, ai 500.000 rubli (12.500 euro) per le organizzazioni.

La legge ha provocato grandi proteste da parte di un gruppo di difensori dei diritti degli omosessuali. Si tratta del movimento Russian Lgbt Network, un gruppetto di giovani che si batte per rivendicare spazi e diritti all’interno del paese. Alcune coppie omosessuali hanno dato vita a un kiss-in pacifico fuori dalla Duma.

lgbt kiss inkissi inLa reazione è stata pesante: un gruppo di ultra-ortodossi, armati di bandiere, croci e icone sacre, uova e verniceha scatenato la violenza. La manifestazione si è chiusa con l’intervento della polizia e l’arresto di una ventina di dimostranti.

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In una nota di Amnesty International si legge:

“Ancora una volta la polizia ha fatto un uso eccessivo della forza contro le persone sbagliate. Gli attivisti Lgbt non stavano minacciando nessuno, né istigavano all’odio o alla violenza. Stavano semplicemente esercitando il proprio diritto alla libertà di espressione. Godono ancora di questo diritto e devono essere protetti dalla violenza”

La giornalista e attivista per i diritti Lgbt Elena Kostyuchenko ha affermato:

“La legge non dà una definizione di propaganda gay. La ragione è comprensibile, la propaganda omosessuale non esiste”

Un altro attivista ha spiegato a Deutsche Welle:

E’ come legalizzare una caccia alle streghe, peggiorerà soltanto la situazione”

L’acclamata scrittrice russa Ljudmilla Ulitskaja ha dichiarato:

Una legge medievale che gioca sull’ignoranza di una popolazione ancora dominata da pregiudizi e retoriche machiste

La legge pare infatti un retaggio del passato sovietico quando essere omosessuale era un reato punibile addirittura con cinque anni di carcere. Tuttavia ancor’oggi la maggior parte della popolazione considera l’omosessualità come qualcosa di negativo. Secondo un sondaggio condotto nel 2010, il 74% dei russi ritiene infatti amorali gay e lesbiche e sostiene che soffrano di disturbi mentali.

YB

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