Tiziano Ferro, intervistato da Daria Bignardi, parla d’amore e arriva al cuore

Tiziano Ferro è stato ospite martedì 23 gennaio della prima puntata di Invasioni Barbariche, il nuovo talk show di attualità e costume di La7 curato e condotto da Daria Bignardi. Ecco a voi uno stralcio della conversazione, che comprende un’interessante ed emozionante riflessione sull’amore.

tiziano ferro invasioni barbariche

DB: “Non ho capito bene cosa ti è successo quest’autunno. Ti ho sentito con Linus parlare di un periodo nero ma non ho capito…”

TF: “Te la faccio molto breve. Io non credo nella sfiga e non parlo di sfiga. Però devo dire che è un anno che è iniziato strano, nel senso che è iniziato con mio nonno che è venuto a mancare, poi è andato avanti, sono andato per motivi diversi 2 o 3 volte in ospedale, per fortuna tutto apposto…”

DB: “Però cogli l’occasione per dire perché, dato che si è detto: ‘Ah chissà cosa ha fatto!’. Se puoi dire, dillo!”

TF: “Ma preferirei, a parte la gamba, non parlarne perché a volte insomma succedono delle cose e il tuo corpo reagisce in un certo modo a degli eventi. Come alcuni erroneamente hanno scritto, e non so come hanno fatto a scriverlo dato che io non ne avevo mai parlato, e forse è stato anche un po’ l’evento scatenante di un bellico tra me e la persona con la quale stavo e che non c’è più.

DB: “Ma ‘non c’è più’ non è che è morto…”

TF: “Non so niente, credo di no”

DB: “Vi siete lasciati”

TF: “Mettiamola così”

DB: “T’ha lasciato lui? A questo punto però Tiziano racconta! Se dobbiamo parlarne, parliamone! T’ha lasciato lui o l’hai lasciato tu? Prima dimmi questo!”

TF: “Io nn ho lasciato nessuno!”

DB: “Vabbè t’ha lasciato lui, ok. Poi cos’era successo?”

TF: “Se t’ha chiamato e te l’ha detto…”

DB: “Non vi siete più sentiti”

TF: “Magari ha chiamato te oggi”

DB: “Non so neanche chi sia, non so niente Tiziano, ti giuro!”

TF: “Ecco, appunto”

DB: “Però raccontaci, perché alludi ad un trauma…”

TF: “Il trauma c’è perché comunque secondo me è una sorta di lutto nel momento stesso in cui ami una persona… Sai quest’anno non m’hanno fatto parlare altro che di amore semplice, ‘l’amore è una cosa semplice’. Ma io sono d’accordo che sia semplice: infatti semplicemente inizia e semplicemente finisce.Il problema è che l’amore è anche un sentimento, quando lo si condivide, molto egoista, per cui se si sta bene in due si sta bene insieme, se si sta male in uno non si sta bene più nessuno dei due. Per cui vale il sentimento di uno solo, cioè su un’unione vale la comunione d’intenti, sulla disgrega ne basta uno. Quindi è così, che tu lo voglia o no. Poi le dinamiche non sono mai giuste e non sono mai belle perché non esiste una maniera per lasciare bene o per essere lasciati con poco dolore. Io sostengo che in fondo in fondo esistono dei metodi un po’ più dignitosi, però se delle persone hanno bisogno così semplicemente di passare da un periodo all’altro senza un periodi di dialogo, ma anche di cuscinetto… per me quello è stato forse il trauma, però è anche la prima volta che mi sono innamorato, per cui ci sta pure quello.

DB: “La prima volta, davvero?!”

TF: “Si”

DB: “A trent’anni ti sei innamorato la prima volta?”

TF: “Beh, è una bella fortuna”

DB: “Una fortuna però ti sei innamorato tardi! Oddio, non è mai tardi e non è mai presto…”

TF: “Sai, io non sopporto le persone quando parlano di amore non corrisposto perché io penso che l’amore vero sia un sentimento che non si può autoalimentare. L’amore per me di base è la grande stima che hai e che ricevi, che concedi e che hai in dono. Quindi io penso che quando c’è un amore non corrisposto si può parlare di attrazione, di grande infatuazione, di ossessione, di tutto quello che vuoi… ma secondo me l’amore vero non è soltanto quello che tu provi come pulsione verso qualcuno, è uno scambio di qualcosa. Per cui sicuramente in questo, essendo stata una relazione vera, fatta di spazi insieme dal primo giorno, di convivenza, fatta di cose reali, di genitori, di amici, di vacanze, di litigi, di quotidianità ecc, devo dire questo per me è l’amore. E se c’è una cosa di bellissimo, tra le tante che m’ha lasciato questa storia, è che io mi sono scoperto come mi volevo scoprire, cioè persona monogama. Cioè per me è quello. Ed è la cosa che più mi preme spiegare alle persone che non sanno cosa vuol dire questa strana e contorta parola che spesso ci spiegano come scelta sessuale e che in realtà è una dimensione sentimentale. L’omosessualità è sempre amore, amore vero! E’ amore che ti consuma e che ti priva esattamente come ti dà nel bene un amore propriamente conosciuto da sempre come quello eterosessuale. Per cui… io lì l’ho capito e penso che per tutti questi motivi sia stata la prima volta. Poi ovvio, ho perso la testa anch’io prima!”

DB: “Ma secondo te perché è finita?”

TF: “Perché io credo che in fondo in fondo… [si emoziona, nda] Aspetta che adesso te lo dico in italiano eh! Perché da una parte forse non venivano accettati alcuni lati, dall’altra li accetto talmente poco io che non sono stato in grado di dare a lui la sicurezza necessaria per andare oltre e combattere. Perché alcune delle cose per le quali io non andavo bene, io penso di non andare bene io. Davvero, e ci devo forse lavorare. E chi ti sta accanto a volte perde la voglia di lottare per delle cose che in fondo neanche tu vuoi cambiare o non riesci a cambiare”

DB: “Ma ‘La differenza tra te e me’ parla di questo rapporto?”

TF: “Sisi”

DB: “E’ molto bella eh, però in realtà finisce bene”

TF: “Certo, ma io non vedo l’ora di innamorarmi di nuovo Daria! Forse non hai capito! Io ci credo fermamente. Quello che ti ho detto è che se c’è una cosa che m’ha lasciato quest’esperienza è quanto bello è e quanto meraviglioso è quello che mi è successo e che rende l’amore veramente una cosa semplice anche quando semplicemente nei i suoi meccanismi se ne va”

DB: “Ma secondo te quando in una coppia ci sono dei problemi  – questo me lo sono chiesto mentre sto ascoltando ‘L’amore è una cosa semplice’ –  bisogna lavorare, avere pazienza, lottare anche se si sta male, oppure se le cose non funzionano vuol dire che quello non è amore?”

TF: “Io ho parlato spesso con mia madre… Spessissimo no perché un po’ me ne vergogno… non di parlare con mia madre, ma mi vergogno a parlare di me stesso… infatti sono in prima serata su La7 [sorride, nda]… come dicono gli inglesi ‘make sense’. Però, se c’è una cosa che mia madre diceva è ‘sai, in una coppia con dei figli e con un legame stretto, anche se banalmente sigillato da un contratto, a volte la voglia di lottare ti viene anche in onore di queste cose’. Per quanto possano sembrare superficiali… i figli non lo sono, il matrimonio potrebbe anche esserlo… la voglia in più la trovi. ‘Quello che mi mette più paura di una situazione come quella in cui si può trovare mio figlio, che sei tu, è che voi di fronte alla prima difficoltà non abbiate quello stimolo, da una parte stimolo da una parte tortura, che ho avuto io per trent’anni e che però mi porta ancora a stare con tuo padre e ad essere felice’. E non sono stati certo trent’anni facili, come non lo saranno mai per nessuno e nessuna delle coppie che vive per trent’anni insieme. Quindi la verità è che io penso che sia necessario lottare. Dico anche che spesso, in coppie com’è stata la mia, l’idea che l’unica vera cosa che ti lega all’altro è l’amore  – quindi se non c’è quello effettivamente non hai altri cardini ai quali attaccarti –   beh devo dirti che indebolisce molto”

DB: “Però Tiziano ci sono tante coppie omosessuali che si sposano, che hanno dei figli. E’ una scelta la tua…”

TF: “Sono stato ibernato fino ad oggi?”

DB: “Beh, non in Italia, però all’estero ci si sposa”

TF: “Daria, io ti dico una cosa, che è la cosa per cui io non voglio più vivere all’estero per quanto io adori viaggiare. Io non voglio più isolarmi ed aver paura di star male, ma non voglio neanche aver paura di stare bene. Io non me ne vado in Spagna a sposarmi. O si può fare qua o io non mi sposo, e mi va anche bene così. Però rispetto chi lo fa. E’ giusto farlo perché ce n’è il bisogno, perché se stai insieme dopo tanto tempo lo devi fare se lo vuoi fare. Però io sono un sognatore e se c’è una cosa per la quale noi esistiamo, noi che scriviamo canzoni, è per dare un motivo, è per stare qua e immolarci e diventare coloro tramite i quali gli altri possono trovare il coraggio di sognare… con le canzoni e anche con le scelte di vita… ed è il motivo per il quale io ho scritto il libro ed è il motivo per il quale tutti m’hanno detto ‘Ma perché non hai tenuto segreto tutto il tuo percorso se c’hai messo tanto a farlo?’. Anche per questo, perché forse è l’unico vero dovere che sento di dover sostenere nei confronti di chi mi segue. Io penso che sia importante tener duro e rimanere qui e far vedere che invece ci si ama qui, non ci si può sposare, a volte si crolla di fronte a tutti questi limiti”

DB: “Ma tu vorresti che si potesse?”

TF: “Io non lo farei in questo momento perché non sono… Però il la possibilità la lascerei, la scelta la lascerei innanzitutto all’individuo, come in ogni società civile e basta. Poi, giusto o sbagliato…”

DB: “No ma io lo chiedo a te…”

TF: “A me piacerebbe vivere in un mondo in cui perlomeno ci sia la scelta, la possibilità di scegliere. Io in questo momento non l’ho mai immaginato neanche nel momento di massima felicità con la persona che amo… Ho detto ‘amo’?! Cazz… Amavo!”

DB: “Tiziano, adesso non voglio fare la psicanalista da quattro soldi, ma tu lo ami ancora questo ragazzo!”

TF: “Ma dai, Daria, te pregooo, suuu!”

DB: “Evvabbè… Ma scusa, è evidente! Non so, se vuoi non lo dico, però sembri ancora innamorato cotto! Non lo devo dire?”

TF: “Non lo so, è tutto difficile”

DB: “Tu sei sicuro che è una storia chiusa?”

TF: “Allora… Io non penso che i sentimenti possano seguire l’andamento del rubinetto di casa per cui quando c’è troppa acqua calda passiamo a quella fredda e quando non vogliamo proprio l’acqua chiudiamo e basta. Io credo nelle fasi, credo nei momenti, credo nella sopportazione quando serve, credo nella lotta. Te l’ho già detto. Per cui la mia risposta in fondo te l’ho data già”

DB: “Si vabbè dai, non approfondiamo troppo”

TF: “Si però bisogna pure essere in due, eh!”

DB: “Ma secondo te lui ti sta guardando in questo momento?”

TF: “Non credo”

DB: “Però qualcuno glielo racconterà quello che hai detto questa sera.”

TF: “Eh da domani sì”

DB: “E cosa ti farebbe piacere che gli dicessero?”

TF: “No dai questo è un gioco al massacro!”

DB: “No dai hai ragione! Senti, c’è un tuo schemino che mi è piaciuto tantissimo, cioè… che mi ha spaventato moltissimo! Quello delle possibilità di soffrire se ti innamori di uno fidanzato”

schemino tiziano ferro

TF: “Ecco, questo è il caso di cui stavamo parlando prima. Quando tu perdi un po’ la testa, io odio quando mi si dice ‘sono innamorato e non corrisposto’ perché secondo me è un’ossessione che si autoalimenta in base a delle idee, delle frustrazioni, dei piccoli calcoli. E questo è il grafico che…”

DB: “Da qua si capisce che tu sei super razionale!”

TF: “Io avevo perso la testa per un personaggio del quale poi non sapevo fondamentalmente nulla. Ed è anche il motivo per il quale riesci ad essere così razionale, no?! Perché altrimenti non ce la faresti. Che succede? Questa persona era impegnata  – te la faccio breve –  quindi io stavo tentando di capire quale fosse scientificamente la possibilità di avere una possibilità e soprattutto di ridurre il dolore. Te la faccio molto breve. Ovviamente partiamo da un 100% e ci sono fondamentalmente 4 casi. Ci conosciamo e il primo caso è: io mi innamoro e lui no, quindi un disastro assolutamente, 25% che va nella parte di dolore. 25% lui si innamora e io no: figatona… gioia! Nessuno dei due si innamora, 25%, diciamo che lo mettiamo nel non dolore, perché non succede nulla. Ma c’è un quarto caso che complica le cose: ci innamoriamo entrambi. Ma lui è fidanzato! Quindi lì ci sono due sottogruppi: uno molla il fidanzato per me, due non molla il fidanzato per me per insicurezza. Quindi lì il 25% diventa, splittato in 2 un 12,5 di dolore e non dolore. Quindi la conclusione era che il dolore vero stava al 37,5%, il 50% indifferenza, ma la vera felicità, e questo è il dramma di questo schema, era soltanto pari al 12,5%”

DB: “Ma tu veramente fai questi calcoli?”

TF: “Due cose: avevo molto tempo in Inghilterra come puoi vedere…”

DB: “E sei molto bravo in matematica…”

TF: “Beh ho fatto lo scientifico e ingegneria, almeno quello! E poi avevo la possibilità di essere così razionale perché non me ne fregava niente perché era questa ossessione…”

DB: “Ah ecco, era questo che volevo sapere. Non è che uno di fronte all’amore può sempre essere così lucido!”

TF: “Ma si, ma ovvio! Di fronte all’amore non c’è soluzione! Anche perché ti ripeto quando parliamo d’amore vuol dire che tu non ti devi confrontare con un foglio bianco ma con una persona e quindi c’è già un altro scambio di elementi. Per cui inizi a pensare dove andare, cosa fare”

DB: “Tu ci pensi parecchi all’amore eh?!”

TF: “Io penso solo all’amore! Io non penso ad altro. Cioè se io sono proprio costretto a pensare ad altro penso ad altro, ma vabbè… giusto quando mi sono rotto la caviglia e ti fanno la lastra”

DB: “Ma sei sempre stato così?!”

TF: “Sì”

DB: “Ma perché sei un romantico? Perché sogni…?”

TF: “Ma io penso che come tutte le persone che vivono in qualunque ambito sia fisico che psicologico di vita un piccolo handicap però a lungo, abbiano la possibilità di confrontarsi con quell’handicap. Per me è stata la ricerca di questa dimensione con la propria realtà sentimentale. Cioè l’idea di poter provare qualcosa, di non saperlo collocare all’inizio, iniziarlo a collocare dopo, essere terrorizzato ancor dopo dell’idea che potesse essere quello che era e addirittura di ritenerlo sbagliato. E questo è andato avanti per circa 28 anni”

DB: “Ascolta Tiziano, ma adesso, a posteriori, che ti sei chiarito su sto punto…”

TF: “A posteriori Daria, eddajeee! Ci stanno anche altri sinonimi, diciamo, no?! E la Bignardi, e la Bignardi, su La7…”

DB: “Ma sei tu che pensi male! Volevo dire, adesso che…”

TF: “Questo va ai nuovi mostri, lo sai vero?!”

DB: “Adesso che hai capito, non ti sembra di aver drammatizzato quando eri così sofferente, a posteriori?!”

TF: “Sto cercando di non cogliere di nuovo…”

DB: “Beh pensi solo a quello tu eh?!”

TF: “Io penso solo a quello?!”

DB: “Adesso ho capito a cosa pensi sempre, il chiodo fisso!”

TF: “Nonononono!”

DB: “Quando dici penso sempre all’amore, ho capito! E’ tutto chiaro!”

TF: “Soltanto quando non ce l’ho l’amore e quindi ne sento un’urgenza…”

DB: “Sei il re dei doppi-sensi, è meraviglioso!”

TF: “Questa è la mia faccia di chi non coglie le tue battute! No, nel senso… in questi due anni in cui sono stato bene io non ho rotto le scatole a nessuno mi pare, anzi!”

DB: “No ma mi chiedevo se adesso che vedi le cose a posteriori, non pensi che ti potevi godere la vita…”

TF: “Sisi, assolutamente! Sisi, è vero, hai ragione!”

Tiziano conclude emozionandosi sulle note del brano ‘La fine’, scritto da Nesli e tratto dall’ultimo album ‘L’amore è una cosa semplice’. Un brano che lui stesso definisce un capolavoro, la sua perfetta biografia.

 

YB

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