Giacinto Auriti: La truffa della banche – Il signoraggio

Su Telemax, l’emittente televisiva regionale d’Abruzzo, qualche anno fa è andato in onda ‘Moneta al popolo’ condotto dal prof. Giacinto Auriti, giurista, saggista e politco italiano.

giacinto auriti banche

Vi ripropongo il video e la trascrizione della puntata.

Amici telespettatori, vi saluto cordialmente.

Questa sera noi affronteremo e metteremo il dito sulla grande piaga che si sta sempre più aggravando e che non è solamente la crisi della FIAT ma è la crisi della FIAT nel contesto di una crisi di dimensioni continentali, per non dire mondiali. Quando oggi le banche si rivolgono alla FIAT e dicono “O chiudi o fallisci” qua dobbiamo pretendere che i magistrati si pongano preliminarmente il dovere di rispondere al quesito di fondo: di chi è la proprietà della moneta? Perché noi cominciamo a dimostrare che la moneta non è di proprietà della banca e che la banca all’atto dell’emissione quando presta truffa la collettività perché addebita alla collettività il suo denaro, il denaro che è dei cittadini  – perché chi crea la moneta non è chi la emette ma chi la accetta. E allora il problema si pone in termini strategici non in termini tattici. Quando questi signori dicono “Io pretendo la restituzione dei debiti” qua dobbiamo dire che non solo noi non dobbiamo restituire i debiti al sistema bancario ma è il sistema bancario che è nostro debitore perché all’atto dell’emissione si è realizzata la grande truffa di aver espropriato e indebitato la collettività facendo leva su un riflesso condizionato cioè su una abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro. Questo ragionamento è ormai di vitale importanza. Fino ad oggi hanno detto “La teoria del professor Auriti della proprietà popolare della moneta è un’utopia”. Qua il problema non è questione di utopia. Noi stiamo per affogare. Oggi l’Europa si trova alla vigilia di un’esperienza identica a quella dell’Argentina. Quando uno sta per affogare noi che cosa abbiamo fatto?! Ecco il salvagente! La moneta è di proprietà del popolo quindi le banche non hanno più nessun diritto di credito. Si poteva accettare un certo credito della banca all’atto dell’emissione quando la moneta era basata sulla riserva e la banca diceva “La moneta è mia perché la riserva è mia” e proponeva alla collettività la moneta come titolo di credito rappresentativo della riserva. Dal 15 agosto del 1971 la riserva non c’è più quindi da quel momento la banca deve essere pagata come si paga una tipografia, punto e basta. Il credito che ha la banca è quello di una tipografia grossomodo. Mentre la banca pretende la differenza tra costo tipografico scritturale e valore nominale della moneta. Questa è truffa! Questa truffa di dimensioni ormai gigantesche, di dimensioni mondiali, va affrontata una volta per sempre. Non ci si può più nascondere dietro il dito del pretesto “Io ti presto i soldi”, no! Oggi dobbiamo chiarire che il debito non esiste. Quando all’atto dell’emissione la Banca Centrale emette la moneta prestando alla collettività la moneta di proprietà della collettività carica il costo del denaro del 200%, più gli interessi e le pressioni fiscali andiamo a finire al 260-270%. Questa si chiama usura! Si chiama truffa! E’ la causa del suicidio da insolvenza perché è dimostrato che quando il costo del denaro è di questa entità la puntualità dei pagamenti è impossibile. Quindi noi abbiamo che il dramma della malattia sociale dilagante del suicidio da insolvenza oggi è portato alla ribalta con il caso della FIAT. Vogliamo proporre agli operai della FIAT di suicidarsi per stare tranquilli? Questo è quello che ci vengono a proporre le banche quando mettono la FIAT nella scelta tra il fallimento o la chiusura. Qua dobbiamo cominciare a capire che i soldi sono i nostri, che le banche sono un’associazione a delinquere. Questo è il punto centrale! E quando noi abbiamo evidenziato questo perché abbiamo denunciato il 10 ottobre scorso Duisenberg per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura ecc. ci siamo assunti la responsabilità. Quando a suo tempo noi facemmo la prima denuncia l’8 marzo del 1993 all’epoca il governatore della Banca d’Italia era Ciampi, attuale Presidente della Repubblica. Non è che noi ci siamo nascosti. Noi abbiamo affrontato il problema a viso aperto dal primo giorno. Naturalmente, noi possiamo accettare che i governatori delle banche centrali europee… come mi disse il giudice Ettore Torri della Procura della Repubblica di Roma “Professore, lei ha dimostrato l’elemento materiale del reato però manca il dolo perché è stato sempre così, cioè è una prassi che si è consolidata per cui la banca si è appropriata della moneta e tutti quanti ormai riconoscono questo fatto”. Ora dobbiamo cominciare a capire che anche i sindacati che pretendono di tutelare gli operai… la prima domanda è: anche i sindacati sono camerieri dei banchieri? Questa è la domanda che va fatta perché se non sono camerieri dei banchieri gli scioperi non vanno fatti per non lavorare, gli scioperi vanno fatti per non pagare i debiti! Noi dobbiamo cominciare a capire che lo sciopero deve essere sciopero dei debitori, non sciopero solamente degli operai ma sciopero di tutti i cittadini! Noi dobbiamo capire che oggi si impone la necessità di una grande rivoluzione monetaria. Noi ci dobbiamo riprendere tutti i soldi nostri altrimenti tutti le generazioni che seguiranno la nostra saranno messi nella scelta tra il suicidio e la disperazione, come i fatti ci stanno dimostrando. Quindi qua la domanda che noi abbiamo posto è molto semplice: di chi è la proprietà della moneta? Perché se non si dice all’origine che la moneta è proprietà del popolo è inutile che seguitiamo il dettaglio perché il popolo sarà sempre costretto a pagare i debiti non dovuti, quindi noi siamo sempre nell’angoscia dell’insolvenza. Il suicidio da insolvenza è diventato una malattia sociale. Io posso accettare una certa buona fede da parte dei vecchi governatori delle banche centrali nazionali. Perché? Perché hanno ereditato una moneta che all’origine era regolata col principio della riserva. Quando un cittadino prendeva il pezzo di carta e lo presentava alla banca poteva chiedere la conversione in oro. Provateci adesso ad andare alla banca! […] Però la regola è rimasta la stessa. Senonché chi ruba, ruba di nascosto. L’Euro porta come dichiarazione cartolare il silenzio, perché quando io rubo in silenzio allora posso rubare con tranquillità. Abbiamo visto che quando il ministro Tremonti ha proposto di sostituire al simbolo di metallo il simbolo di carta per il taglio da 1 e 2 € Duisenberg gli ha detto “Guarda che tu perdi il signoraggio!”. Il signoraggio che perde lo stato sulla moneta è quella degli spiccioli, delle monete di metallo. Quindi il grosso malloppo se lo frega la Banca Centrale. La Banca Centrale non ha più questo diritto perché ormai né il Trattato di Maastricht né altri accordi internazionali riconoscono che la moneta è di proprietà della Banca Centrale. La Banca Centrale va pagata come si paga una tipografia mentre la Banca Centrale vuole continuare a rubare la differenza tra costo tipografico e valore nominale della moneta. Ecco perché noi sentiamo il bisogno di fare un grande messaggio. Quando noi diciamo la moneta è proprietà del portatore il film che è uscito con queste tre parole ‘proprietà del portatore’, queste tre parole fanno tremare gli usurai perché quando l’usuraio capisce che la moneta è di proprietà del portatore, capisce che non è più sua e non può più prestare, quindi non può più indebitare la collettività. Ecco che allora se noi chiariamo questo tutti i problemi della FIAT si risolvono. Quindi dobbiamo cominciare a far capire ai dirigenti dei sindacati, agli imprenditori, ai titolari dell’impresa, che se vogliono veramente salvare qua devono cominciare a tirare fuori i grossi argomenti. Questa è una guerra che si può vincere solo se ci muoviamo a livello strategico, non a livello tattico! Perché il caporale deve fare il caporale, ma il generale deve fare una scelta strategica. Ecco perché noi suggeriamo ai dirigenti della FIAT e ai dirigenti sindacali di unirsi per proclamare lo sciopero dei debitori, non lo sciopero degli operai. Noi abbiamo diritto di non pagare le banche perché le banche ci hanno addebitato i soldi nostri, cioè ci hanno truffato all’atto dell’emissione. Ecco il punto centrale. Davanti alla Procura della Repubblica del tribunale di Chieti sta la mia denuncia fatta contro Duisenberg. Io ho diritto di pretendere l’accertamento della proprietà dell’Euro all’atto dell’emissione. E se non si dice di chi è la proprietà, non si può dire chi è creditore e chi è debitore. Quindi viene meno la certezza del diritto e questo lo capisce pure un bambino. E se il magistrato fa orecchi da mercante e fa finta di non capire deve cambiare mestiere! Perché io posso accettare fino ad un certo punto l’errore o la valutazione sbagliata di una sentenza, ma quando io ti dico che la moneta va dichiarata di proprietà ha voglia il teorico della moneta di dire che la moneta è nulla, il nichilismo monetario! Ma se fosse vera la teoria del nichilismo monetario per noi dovrebbe essere indifferente avere denaro in tasca o non averlo e dovremmo mettere in libertà tutti i ladri di denaro perché allora non avrebbero rubato nulla. Dobbiamo cominciare a capire che ormai qua il discorso non è più un discorso di una teoria astratta e utopistica, no! Qua si tratta di porre il vero problema: o morire o sopravvivere. Noi siamo tutti sulla stessa barca: o ci salviamo tutti o andiamo tutti a fondo. Noi siamo alla vigilia di un terremoto monetario. Lo sentiamo che ogni giorno di più aumenta il malessere, aumenta l’incertezza! Migliaia di persone sono state messe sulla strada con i licenziamenti alla FIAT. Perché? Perché il grande usuraio ha detto “Io voglio che tu mi restituisca i soldi che ti ho prestato”. Allora dobbiamo dire al grande usuraio “Il tuo prestito è una truffa perché tu ci hai addebitato i soldi nostri, cioè i soldi che devono essere accreditati”. Ecco perché sul SIMEC [simbolo econometrico di valore indotto, nda] le tre parole ‘proprietà del portatore’ hanno fatto storcere il muso. […] Oramai il SIMEC deve essere la seconda moneta che deve circolare insieme all’Euro. Perché? Perché anche se l’Euro è una truffa, è sangue avvelenato. Anche se il sangue è avvelenato non lo possiamo togliere di colpo dal corpo vivente se no crei un cadavere. Meglio avere sangue avvelenato che non averlo affatto, in Argentina se n’è avuta la prova. Noi dobbiamo cambiare il sangue lentamente, gradualmente, con prudenza, col senso della misura, con la doppia circolazione. Dobbiamo fare la doppia circolazione dell’Euro e del SIMEC in modo che la moneta pulita gradualmente può sostituire la moneta sporca. Perché siccome la moneta è il sangue del mercato, il sangue non si può togliere di colpo, se no ammazzi il sistema com’è avvenuto in Argentina. In Argentina noi abbiamo avuto il dramma di bambini che muoiono di fame non perché si ha avuto una crisi così, no! Perché si è prosciugato il mercato della moneta, perché le banche hanno detto “Tu mi devi restituire i soldi che ti ho prestato” come oggi stanno ripetendo con la FIAT e stanno ripetendo in Europa. L’Europa sarà messa nella stessa condizione dell’Argentina perché le banche centrali chiedono l’estinzione di un debito non dovuto, perché il debito è il risultato di una truffa. Hanno trasformato la proprietà in debito. Quando la moneta era d’oro, chi trovava la pepita d’oro se ne appropriava senza indebitarsi con la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta e al posto della proprietà il debito. Ecco perché noi parliamo di truffa. Quando noi abbiamo parlato di truffa, due sono le cose: o io dico la verità e i truffatori devono andare in galera e i magistrati devono fare il loro dovere perché i magistrati hanno il dovere di fare giustizia… Io sono un notorio e ho dimostrato che c’è la truffa quindi non è che c’è bisogno di fare accertamenti, no! Il notorio ha valore per il solo fatto che è tale, tutti lo sanno! […] 

YB

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