Beppe Grillo ha ucciso la mia famiglia e si è sempre rifiutato di incontrarmi – Parla la superstite del terribile incidente

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La storia. E’ il 7 dicembre 1981 e Beppe Grillo è a Limone Piemonte in provincia di Cuneo, ospite di Renzo Gilberti, suo vecchio amico. Dopo pranzo decidono di andare in quota a godersi il sole. Per raggiungere quota duemila occorreva percorrere la Via del Sale, una strada militare stretta e sterrata. Renzo, 45 anni, e la moglie Rossana, 34 anni, salgono sulla Chevrolet di Beppe Grillo insieme al figlio Francesco di 9 anni. Cristina, 7 anni, insiste invece per restare con un’amica a vedere un cartone animato. Quasi a destinazione, dietro una curva, Grillo si imbatte in un lastrone di ghiaccio. La macchina, diventata ingovernabile, prima urta una roccia chiamata Cabanaira, poi girandosi cade in un burrone. Grillo riesce ad aprire la portiera e a buttarsi. Per i tre della famiglia Gilberti non c’è niente da fare. Beppe Grillo tenta infatti di prestare soccorso ma trova Renzo moribondo e la moglie Rossana già morta. Il corpo del piccolo Francesco sarà ritrovato dal soccorso alpino solo dopo due giorni e due notti di ricerche.

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La sentenza. Beppe Grillo è stato assolto in primo grado con formula dubitativa dal Tribunale di Cuneo. Diversa la sentenza d’Appello e di Cassazione:

“La corte […] ha individuato la colpa del Grillo nell’avere proseguito nella marcia, malgrado l’avvistamento della zona ghiacciata, mentre avrebbe avuto tutto il spazio per arrestare la marcia, scendere, controllare o quanto meno, proseguire da solo”

La condanna emessa dalla Corte d’Appello di Torino e poi confermata dalla Corte Suprema di Cassazione è stata di omicidio colposo. Condanna ad un anno e due mesi di reclusione con sospensione della patente di guida per eguale periodo di tempo, poi condonata.

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Oggi. Cristina è stata adottata dopo la tragedia dalla zia materna e da suo marito. Ora ha 38 anni ed è madre.

cristina grilloCristina ha deciso di lanciare un appello a Beppe Grillo:

“Non cerco nulla, se non la verità. Mi rifiuto di essere strumentalizzata da una politica in cui non mi riconosco, e dopo questa intervista non intendo tornare sull’argomento, quindi prego giornalisti e fotografi di non cercarmi più. Chiedo solo di incontrare il signor Grillo. E’ un gesto che devo a me stessa, ma anche ai miei genitori e a mio fratello, che non possono più parlare: lo faccio io a nome loro. Molte volte mi sono chiesta che cosa proverei ad averlo davanti a me, di persona, per chiedergli di quel giorno. Fra tutti quelli che in questo periodo sentono continuamente parlare di lui e vedono la sua faccia e leggono ovunque le sue parole ci sono anche io, e lui dovrebbe ricordarselo, e dovrebbe capire l’effetto che mi fa. Ogni giorno penso a come sarebbe la mia vita se i miei genitori e mio fratello fossero ancora con me”

Nell’intervista, condotta da Vanity Fair, Cristina ha dichiarato di aver già provato a contattare privatamente Beppe Grillo, ma il comico e leader del MoVimento 5 Stelle (M5S) si è sempre rifiutato.

“Non ho mai avuto occasione di sentirmi raccontare come sono andate le cose direttamente da lui, l’unico che possa davvero farlo. Mi conosceva bene, era amico dei miei, frequentava la nostra casa: come è possibile che in tutti questi anni non abbia mai sentito l’esigenza di vedermi, di chiedermi scusa, almeno di telefonare ai miei genitori adottivi per sapere come stavo?”

Vanity Fair ha poi specificato che prima di andare in stampa con questa storia ha contattato Beppe Grillo e lui ha scelto di non commentare in alcun modo.

YB

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