Preti pedofili: Papa Francesco incontra Ban Ki-Moon – Rischio di una nuova condanna ONU

Mentre all’ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra il Vaticano è di nuovo sul banco degli imputati per gli abusi dei preti sui minori, Papa Francesco incontra i dirigenti delle diverse agenzie esecutive dell’ONU accompagnati dal segretario generale Ban Ki-Moon.

ban ki moon papa francesco

Il 23 maggio è la data per cui è previsto il secondo pronunciamento del Comitato sui Diritti dell’Infanzia. Il primo rapporto, quello del 5 febbraio scorso, affermava:

“La Santa Sede ha permesso decine di migliaia di abusi sui bambini”

Il pronunciamento ebbe una portata storica e aveva come presupposto il considerare come forme di tortura e di trattamenti inumani e degradanti gli abusi sui minori soprattutto se commessi da membri del clero della Chiesa cattolica.

papa francesco e bambinoLa Santa Sede per evitare un nuovo parere negativo delle Nazioni Unite ha evidenziato che, negli ultimi dieci anni, sono stati ridotti allo stato laicale 848 preti per aver commesso abusi e 2572 sono stati sanzionati con misure meno drastiche. Inoltre, per far fronte alla situazione, Papa Francesco ha istituito la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, organismo di cui fa parte anche una vittima degli abusi, l’irlandese Marie Collins.

Grafico washington post

“Il numero di casi riportati alla congregazione per la Dottrina della fede nel periodo tra il 2004 e il 2013, basati su accuse credibili di abuso sessuale da parte di un sacerdote con un minore di mino di 18 anni: 713 nel 2004, 184 nel 2005, 218 nel 2006. 216 nel 2007, 191 nel 2008, 196 nel 2009, 464 nel 2010, 402 nel 2011, 418 nel 2012, 401 nel 2013, per un totale di 3420 casi.”

“Il numero di sacerdoti dimessi dallo stato clericale direttamente dalla Santa Sede negli anni dal 2004 al 2013: 89 nel 2004, 84 nel 2005, 114 nel 2006, 84 nel 2007, 68 nel 2008, 69 nel 2009, 84 nel 2010, 143 nel 2011, 70 nel 2012, 43 nel 2013 per un totale di 848.”

Quanto a casi risolti con altre misure canoniche e disciplinari, come l’imposizione di una vita di preghiera e penitenza, applicazione di misure penali o altre misure disciplinari, i dati sono i seguenti: 641 nel 2004, 100 nel 2005, 104 nel 2006, 132 nel 2007, 123 nel 2008, 127 nel 2009, 380 nel 2010, 259 nel 2011, 348 nel 2012, 358 nel 2013, per un totale di 2572.”

A partire da quella denuncia si è aperta inoltre una spinosa questione relativa alle competenze su chi debba perseguire i preti accusati di pedofilia, ovvero: si tratta di una questione interna alle norme vaticane e pertanto regolata dal diritto ecclesiastico o è doveroso applicare trattati e norme penali internazionali? 

vignettaA dare un particolare rilievo all’argomento sono stati prevalentemente il Washington Post e il New York Times, che ne hanno parlato per diversi giorni consecutivi.

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David Chloessy, direttore del centro Survivors Network of Those Abused by Priests (SNAP) afferma:

Ogni passo verso una maggiore trasparenza sui crimini sessuali commessi dal clero e sul loro occultamento va bene. Tuttavia, questo numero – quello dei preti ridotti allo stato laicale – è decisamente privo di senso. I genitori non possono proteggere i figli da un numero. I genitori vogliono sapere i nomi e i luoghi dei preti che abusano dei minori.

Nick Cafardi, autorevole esperto americano di diritto ecclesiastico, ha dichiarato:

“Se osserviamo da dove viene la Chiesa – il pendolo fermo dalla parte dei preti accusati, le cui giustificazioni venivano quasi sempre credute – si tratta di un bel progresso verso la credibilità delle vittime. Forse non è ancora un progresso perfetto, ma è un progresso”.

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YB

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